Che cos'è un dorje e che significato ha nel buddhismo tibetano?
Il dorje, in sanscrito vajra, è uno dei simboli più importanti del buddhismo tibetano. Il suo nome significa fulmine oppure diamante. Due qualità che a prima vista hanno poco in comune, ma che insieme descrivono qualcosa di decisivo: la forza indistruttibile della mente illuminata, che tutto compenetra e che a sua volta nulla può distruggere.
Un dorje è formato da due metà simmetriche, unite al centro da una sfera. Ogni metà termina in quattro oppure otto punte che si raccolgono in un vertice. Questa forma non è casuale. Simboleggia la diffusione dell'energia dell'illuminazione in tutte le direzioni. Nella pratica rituale il dorje si tiene nella mano destra, mentre la sinistra tiene la campana. Insieme incarnano l'unità di compassione e saggezza.
I dorje in ottone e bronzo vengono realizzati da artigiani dell'Himalaya secondo canoni tradizionali. Le proporzioni sono stabilite, la forma non è cambiata da secoli. Ciò che varia è la qualità della lavorazione, la finezza delle incisioni e il peso del pezzo. Un dorje ben fatto sta perfettamente in mano. Non è né troppo pesante né troppo leggero e risulta familiare fin dal primo momento.
Molte persone portano con sé un piccolo dorje come amuleto personale di protezione. Altre lo collocano sull'altare, da solo o insieme alla campana. Altre ancora lo usano attivamente nella pratica rituale. Tutti e tre gli impieghi sono legittimi e hanno una propria tradizione.
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