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Dorje e vajra

Il dorje è uno dei simboli più importanti del buddhismo tibetano. Rappresenta la mente indistruttibile dell'illuminazione. Tenuto in mano o posato sull'altare, ricorda la chiarezza interiore che è alla base di ogni pratica.

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Dorje Vajra tibetano a nove raggi - simbolo di forza e protezione, 14.5 cm
Dorje Vajra tibetano a cinque raggi in rame, 8.5 cm, Tseshi
Dorje tibetano Vajra – 5-zackiges simbolo in rame, 8.5 cm
Dorje tibetano Vajra con neun raggi, 9 cm
Doppel-dorje tibetano Visvavajra in ottone, 5 raggi
Fiori dorje Vajra in ottone, 5 raggi, tradizionale
Fiori Doppel-dorje tibetano in ottone con intarsi di pietra
Dorje Vajra tibetano a nove raggi ottone fatto a mano

Che cos'è un dorje e che significato ha nel buddhismo tibetano?

Il dorje, chiamato vajra in sanscrito, è uno dei simboli più importanti del buddhismo tibetano. Il suo nome significa fulmine o diamante. Entrambe le immagini rappresentano la mente indistruttibile dell'illuminazione. Un dorje è composto da due metà simmetriche unite al centro da una sfera. I raggi di ciascuna metà si chiudono attorno a una punta centrale e rappresentano l'espandersi della mente risvegliata in tutte le direzioni.

Nella pratica rituale il dorje si tiene nella mano destra, la campanella nella sinistra. Insieme incarnano l'unione di compassione e saggezza. I nostri dorje in ottone e bronzo sono realizzati da artigiani tibetani nell'Himalaya secondo regole tradizionali. La forma non è cambiata da secoli. Ciò che varia è la finezza delle incisioni e il peso. Un dorje ben fatto sta piacevolmente in mano e risulta familiare fin dal primo momento. Poiché ogni dorje è fuso e inciso a mano, nessuno è uguale a un altro.

Molte persone portano con sé un piccolo dorje come promemoria di questa mente indistruttibile. Altri lo collocano sull'altare, da solo o insieme alla campanella, oppure lo usano attivamente nella pratica rituale. Ognuno di questi tre usi ha una propria tradizione.

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