Che cos'è una kartika e quale ruolo ha nella pratica rituale tibetana?
La kartika è un coltello rituale a forma di mezzaluna della tradizione tibetana. A prima vista appare estranea, forse persino inquietante. Chi ne conosce il significato la guarda con altri occhi. La kartika non è uno strumento di violenza. È un simbolo di liberazione.
Nel buddhismo tibetano la kartika rappresenta il recidere l'ignoranza, l'attaccamento e l'ego. La lama ricurva taglia tutto ciò che tiene la mente nell'oscurità. È un'immagine potente e precisa. La liberazione non avviene lentamente e con dolcezza. Richiede determinazione e chiarezza, esattamente come una lama affilata.
Nella raffigurazione iconografica la kartika è spesso tenuta da divinità femminili come Vajrayogini o Vajravarahi. È uno degli attributi principali di queste divinità e compare spesso insieme a una coppa cranica, il kapala. Insieme simboleggiano la completezza del cammino spirituale: il recidere ciò che è vecchio e l'accogliere ciò che è nuovo.
Le kartika fatte a mano in ottone e bronzo nascono in piccole botteghe dell'Himalaya. La forma è stabilita da canoni iconografici vecchi di secoli. Ciò che varia è la qualità della lavorazione, la finezza delle incisioni e la precisione della forma. Una kartika ben fatta è un oggetto di forza silenziosa, che sull'altare sviluppa una presenza particolare.
La kartika non è un oggetto per ogni altare. Parla alle persone che si dedicano con serietà alla pratica rituale tibetana e che sono disposte a confrontarsi con la sua profondità simbolica. Su tibet-markets.ch proponiamo kartika in diverse misure ed esecuzioni, scelte con cura per chi pratica seriamente e per chi colleziona oggetti rituali tibetani.